Carissimi Amici,
Vi propongo di inserire nei nostri umili lavori, tesi alla reintegrazione, le meditazioni integrali di Paul Sédir. E' da questo iniziale scritto, del Fratello Sédir, che sono poi state tratte le nostre tanto amate "meditazioni dei 28 giorni".Ecco quindi che per riscoprire l'essenza reale di questa pratica di spogliazione e rettificazione, trovo utile, per coloro che lo desiderano, intraprendere assieme questo percorso di riflessione scadenzato lungo tutto il corso dell'anno.Vi propongo quindi la prima delle meditazioni-riflessioni la cui estensione è valevole per tutta la settimana.Per quanto concerne come praticare, vi consiglio, se lo desiderate, la seguente pagina: La Pratica delle Meditazioni di Paul Sédir.
LII. PERFEZIONE
"Siate perfetti come il
Vostro Padre celeste è perfetto." (Matteo V, 48)
Essa non risiede
né nell’impassibilità, né nello spregio delle opere della Natura, né in una
vita particolare, né nelle attente osservanze della pietà, né nelle lunghe
preghiere, né nelle penitenze corporali, né negli scrupoli, né nell’attaccamento
cieco alle proprie opinioni spirituali, né nelle estasi, né nel dono dei
miracoli.
La perfezione
risiede nella conformità della mia volontà alla volontà di Dio, e nel potere di
disciplinare il mio corpo, il mio cuore e la mia intelligenza a questa
osservanza.
Essa è
accessibile a me, come a tutti. Dio sceglie come profeti, come veggenti, come
taumaturghi, le persone il cui corpo fisico e psichico possiede alcune
proprietà speciali. Ma ognuno di noi ha un cuore che può essere purificato, e
un Io a cui può rinunciare.
Dio si offre a
me. Io mi devo donare a Lui; per mezzo della mia volontà, il cui principio è
l’amore, io inizio a donarmi; io mi perfezionerò attraverso le mie azioni. Il
mio primo impegno sarà quello di purificare il mio cuore. Il mio secondo impegno
sarà quello di purificare tutto il mio essere, seguendo le indicazioni della
vita.
La perfezione è
l'assoluto. Io non posso che tendere verso di essa, ma per tendere ad essa, devo superarmi
senza sosta. La perfezione è il completamento di me; ma poiché io sono un
essere umano, la mia suprema realizzazione è in Dio e in Dio solo. La
perfezione non è l’immersione nell’oceano dell’Indefinito; non è neppure l’esaltazione dell'individualità: essa è lo
sviluppo fino al loro limite di tutte le mie qualità, poi giunge la discesa in
questa perfezione naturale della Perfezione soprannaturale che viene non per
distruggerla, ma per crearla nuovamente: non per ingrandirla ulteriormente, ma per trasmutarla,
per trapiantarla in questa bella e pura terra che si chiama Vita Eterna.
La perfezione si
chiama Gesù Cristo: il cammino della perfezione è Gesù Cristo: la forza per
seguire questo cammino è Gesù Cristo, unità singolare, molteplicità
innumerevole, sogno inconcepibile, realtà indistruttibile. Ecco l'obiettivo
dell'Universo, ecco l'obiettivo della mia esistenza.
OSSERVANZA: Ogni volta che sentirò battere l’ora, chiederò a Dio di
illuminarmi con il Suo Amore.
www.martinismo.net
eremitadaisettenodi@gmail.com
Nessun commento:
Posta un commento